Lunghe liste di attesa per la fisioterapia.

Il 15 settembre dell’anno scorso Francesco Vinci, persona distrofica di 58 anni, ha terminato di svolgere la fisioterapia, il 5 ottobre dell’anno scorso, come si evince dalla data evidenziata sulla foto in alto, il neurologo dell’ASL gli prescrive 3 cicli di 24 sedute di FKT da svolgere 2 volte alla settimana (2/7), presso la struttura convenzionata ed accreditata dell’OSMAIRM.

Dal referto in oggetto, noterete che, la scelta della struttura, risulta essere una sua volontà, invece, Francesco, afferma che lui aveva scelto di svolgerla presso la struttura pubblica dell’ASL TA/1 di Viale Magna Grecia 418, di cui è utente dal 1996, e, si era accorto di questa anomalia, solo quando i primi giorni di dicembre ha richiesto la copia del referto, che di prassi, gli doveva essere consegnata appena dopo la visita del 5 ottobre.

Chiaramente, quanto affermato sarà smentito dalla Direzione Generale dell’ASL TA/1, la quale dichiarerà che non è vero, perché, aggiungiamo noi, molto probabilmente, Francesco, avrebbe sbagliato a non farsi accompagnare da una persona che potesse confermare la sua affermazione. Non è possibile che ad ogni visita una persona con disabilità, per essere sicuro di quello che gli prescrive il medico, debba essere affiancato da un testimone, come se fossimo in un aula del tribunale.

Il problema è che  a 3 mesi e mezzo dal 5 ottobre 2017, Francesco, ancora non è stato contattato dall’OSMAIRM per cominciare la fisioterapia.
Sicuramente, dopo questo articolo, per metterlo a tacere, lo chiameranno per cominciare la fisioterapia, ma, l’intento di questo articolo è smentire, categoricamente, le dichiarazioni  del Direttore Generale dell’ASL TA/1, il quale afferma che il servizio di riabilitazione è interessato da un percorso di ottimizzazione, affermazione contestata dalla nostra Associazione, che rileva, invece, che il servizio riabilitativo in questi ultimi anni sia interessato da un taglio drastico delle prestazioni, da un impoverimento delle strutture pubbliche, dovute dalla mancanza di personale,  e da un incremento delle strutture private, accreditate e non. 

Di questa situazione crediamo che Francesco, non sia l’unico utente vittima di questa particolare situazione, ma, di molti altri suoi coetanei, perchè da un pò di tempo ci arrivano diverse segnalazioni, riguardo ai lunghi tempi di attesa per accedere alla fisioterapia, dai sei mesi ad un anno. A ciò si aggiungono telefonate ricevute da  alcune persone over50 con disabilità, con un minimo di autonomia funzionale,  a cui gli è stata negata la prescrizione della fisioterapia, perché, lo specialista dichiarava che data la loro età longeva, ormai, non avrebbero goduto di nessun beneficio fisico. Chiaramente affermazioni fomulate alle persone interessate verbalmente e non riportate su referti medici.

Concludiamo questo articolo, chiedendo al Direttore Generale dell’ASL TA/1,  designato dal Presidente della Regione Puglia, per quale motivo gli utenti con disabilità vengono autorizzati a ricoverarsi in una struttura riabilitativa privata ed accreditata dall’ASL per 40 giorni a spese della collettività intera, quando per gli stessi importi che ricevono queste strutture, si potrebbero sanare le carenze delle strutture pubbliche, le quali per erogare prestazioni riabilitative non necessitano di affrontare le spese previste in un ricovero (posto letto, pasti, pulizie, … )???

Inoltre, sarebbe opportuno che il Direttore Generale si desse una rilettura, nel caso lo avesse letto, al REGOLAMENTO REGIONALE n. 12 del 16/04/2015,
“Presidi territoriali di recupero e riabilitazione funzionale dei soggetti portatori di disabilità fisiche, psichiche, sensoriali o miste: fabbisogno, autorizzazione alla realizzazione, autorizzazione all’esercizio, accreditamento, requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici”.

Se ritenete opportuno approfondire questo argomento e, nel caso, organizzare atti conseguenziali,  siete invitati a partecipare venerdì 26 gennaio alle 17.30, ad uno degli incontri che, ogni venerdì organizza il gruppo cittadino, denominato TARANTO SENZA BARRIERE, presso la sede l’Associazione “Contro le Barriere” a Taranto in Via Cugini 39/40, per organizzare azioni, attività ed eventi di sensibilizzazione non solo sulle problematiche dei cittadini con disabilità, ma, anche di quelle delle persone che vivono in condizione di disagio sociale ed economico, al fine di raggiungere risultati concreti.

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