Modifiche Lea

Il governo ha tempo fino al 28 febbraio 2018 per modificare l’impianto dei Lea (Livelli essenziali assistenza), ossia le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire ai cittadini gratuitamente o su pagamento di una quota di partecipazione (ticket), nonchè gli elenchi delle tecnologie e dei dispositivi (contenuti all’interno di un nomenclatore, che fa parte dei Lea) che possono essere forniti gratuitamente o dietro pagamento di una quota parte (il rimanente viene coperto dal SSN), alle persone con disabilità, previa prescrizione medica.
Sedie a rotelle elettroniche e super leggere, scooter, protesi acustiche, supporti che rendono accessibile l’uso del pc a tutti, sono solo alcune delle tecnologie di cui usufruiscono 1,4 milioni di persone disabili in Italia oggi. Soprattutto i più sofisticati hanno spesso costi molto alti, insostenibili per una persona o una famiglia di ceto medio, anche perché, nell’arco della sua vita, normalmente chi ha una disabilità necessita sia di tecnologie di tipo diverso, sia di cambiare periodicamente ausili, causa usura degli stessi.

Le carrozzine elettriche, quasi sempre, si guastano  prima della scadenza temporale necessaria per il rinnovo della prescrizione di un modello nuovo. Quindi è fondamentale che il SSN si accolli in toto o in parte dei costi di acquisto di questi prodotti, in modo da garantirne l’accesso a tutti.
AUSILI DA PERSONALIZZARE. Gli elenchi dei supporti tecnologici sono due: uno contiene le protesi e gli ausili “su misura”, da personalizzare sulla base delle esigenze dell’utilizzatore. In questo caso l’utente può scegliere il fornitore del prodotto e concordare con lui le modifiche da apportare allo stesso. Nel secondo si trovano i dispositivi standard, che invece devono essere acquistati tramite una gara d’appalto: per cui l’ASL indice il provvedimento e la ditta vincitrice fornisce, sempre tramite l’Azienda sanitaria, un modello standard dell’ausilio a chi lo richiede.
IL GUAIO DI 12 TIPOLOGIE. Il tasto dolente riguarda i prodotti “su misura”: a distanza di un anno dalla pubblicazione dei nuovi elenchi, non sono ancora uscite le nuove tariffe da applicare ai prodotti di recente realizzazione. Le tipologie di ausili per le quali è importante individuare un modello “ad personam” sono 12, non molte quindi: apparecchiature che soddisfano esigenze specifiche di persone con particolari disabilità motorie, protesi acustiche, carrozzine elettroniche e manuali con specifici sistemi di postura, stabilizzatori e ausili per bambini.
Quando era in vigore il vecchio tariffario, una persona poteva rivolgersi alla propria ortopedia di fiducia e scegliere il modello che poteva ottenere con un certo prezzo
Tra queste, alcune sono nuove entrate, mentre altre erano già incluse nel vecchio nomenclatore e avevano una loro tariffa. Quando era in vigore il vecchio tariffario, una persona poteva rivolgersi alla propria ortopedia di fiducia e scegliere il modello che poteva ottenere con una certa tariffa.
ORA BISOGNA ACCONTENTARSI. Attualmente, in mancanza dell’aggiornamento dei prezzi, non è più possibile scegliere un modello personalizzato, né per il beneficiario dell’ausilio né per il suo medico (perché i prodotti, pur esistendo materialmente, non sono tariffati, quindi non si trovano in vendita), quindi l’interessato è costretto ad accontentarsi del prodotto vincitore della gara d’appalto.
FONDAMENTALE SCEGLIERE BENE. Questo è un problema perché le persone con disabilità non sono tutte uguali, nessuno le ha costruite con uno stampino e anche in presenza di una stessa patologia le differenze individuali possono enormi. Per questo è fondamentale che i destinatari degli ausili, se le loro condizioni fisiche sono particolarmente complesse o, come la sottoscritta, sono molto attivi, possano selezionare le caratteristiche dell’ausilio, in modo che risponda perfettamente alle loro caratteristiche ed esigenze.

I PIÙ BISOGNOSI LASCIATI INDIETRO. In tutta questa confusione il rischio è che vengano lasciate senza supporti tecnologici e ortopedici personalizzati proprio coloro che ne avrebbero maggiormente bisogno. Le ASL cercano di rimediare come possono: alcune forniscono solo gli ausili presenti nel vecchio nomenclatore con le vecchie tariffe; altre cercano di fornire anche i nuovi ausili utilizzando le vecchie tariffe, in base alla tipologia più somigliante a quella richiesta dall’utente; altre ancora, infine, hanno bloccato del tutto le forniture.
NESSUN MOTIVO PER QUESTO RITARDO. Abbiamo provato a documentarci, ma, non siamo riusciti a capire il motivo di tanto procrastinare nella pubblicazione del tariffario aggiornato. Saremmo curiosi di vedere quanto tempo impiegherebbero a pubblicare queste benedette tariffe se i destinatari degli strumenti protesici e dei supporti tecnologici fossero loro.
In Italia l’apparato burocratico si trasforma in un ostacolo e un limite difficilmente valicabile che impedisce la completa realizzazione dei cittadini.
Sicuramente se oggi una persona con disabilità si trovasse nelle condizioni di non poter usufruire di una tecnologia che potrebbe migliorare la qualità della sua vita, per colpa di un ritardo burocratico di questo tipo, mediterebbe seriamente di compiere una strage. L’apparato burocratico con le sue leggi e i suoi provvedimenti è stato creato teoricamente per regolare e facilitare la vita delle persone, ma spesso e volentieri, per lo meno in Italia, si trasforma in un ostacolo e un limite difficilmente valicabile, che impedisce la completa realizzazione dei cittadini, soprattutto, ma non solo di quelli con qualche diversità rispetto alla norma.
IL GOVERNO DEVE INTERVENIRE. I prodotti sono già tutti sul mercato e sarebbe fondamentale che almeno quelle 12 tipologie di nuovi dispositivi destinati a utenti con gravi compromissioni dell’autonomia personale, fossero sottratte alle gare d’appalto e restassero passibili di modifiche “ad personam”. Quindi la soluzione più comoda e veloce, come richiesto dalla XII Commissione della Camera, sarebbe fissare le tariffe per l’acquisto di questi 12 tipi di ausili e consentire all’utente la libertà di scelta del modello e del fornitore. Che ci sembra anche l’opzione più sensata, visto che quelle tecnologie non dovranno essere usate da altri, se non gli utenti stessi. Ci auguriamo che anche il governo giunga alla stessa conclusione.

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