Salute, diritto alla vita, abilitazione e riabilitazione

Questo articolo tratta la terza delle 8 linee di azione del secondo Programma d’azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, che abbiamo esposto in un articolo del 28 febbraio scorso: https://www.controlebarriere.org/2018/02/28/disabili-al-via-il-secondo-programma-di-azione-biennale-per-la-promozione-dei-diritti-e-lintegrazione/

La seconda linea l’abbiamo trattata il 12 di questo mese: https://www.controlebarriere.org/2018/03/12/vita-indipendente-delle-persone-con-disabilita/

Mentre, la prima il 2 scorso: https://www.controlebarriere.org/2018/03/02/riconoscimento-della-condizione-di-disabilita-valutazione-multidimensionale-finalizzata-a-sostenere-il-sistema-di-accesso-a-servizi-e-benefici-e-progettazione-personalizzata/

Già nel 2013 era stato manifestato il sostegno alla fase prenatale e neonatale relativa elle politiche della salute delle persone con disabilità, integrazione socio-sanitaria, un punto unico di accesso ai servizi e altri interventi in ambito di abilitazione e riabilitazione continua. Molte di queste misure non sono state ancora raggiunte.

Inoltre, molte delle politiche sanitarie sono ancora incentrare sulla malattia e non sulla persona con disabilità. Il processo di inclusione è ben lontano e in alcune aree dell’Italia è ancora difficile costruire progetti ad hoc e personalizzati.

Sono poi pochi i servizi di diagnosi precoce,  screening neonatale, è carente la raccolta del consenso informato, non è valorizzato l’empowerment. Inoltre, si continua a manifestare il principio della compensazione della menomazione, principio che si continua a manifestare anche nell’erogazione dei servizi. Insomma, in parole povere, ogni aspetto non risponde a quanto richiesto dalla Convenzione ONU e si tende a ricorrere troppo spesso a istituzioni o a politiche del dopo e durante noi.

Il programma d’azione, al contrario, favorisce interventi in vari ambiti per favorire l’accesso alle cure, condividere un’azione programmatica, garantire processi di cura basati sull’evidenza scientifica, adeguare le norme e l’amministrazione alla Convenzione e rivedere anche le forme di approvvigionamento ed erogazione di ausili.

La prima azione è la definizione dei LEA (livelli essenziali di assistenza), bisogna definire l’accesso alle cure e deve essere eguale in tutto il Paese con un nuovo nomenclatore delle protesi e degli ausili; l’identificazione dei LEA, l’approvazione della Legge stabilita e l’attuazione degli stessi LEA e del dopo di noi. Un’operazione che interessa i ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali e quello della Salute in collaborazione con le Regioni, gli Enti Locali, gli Assessorati alla Sanità, le ASL, gli ospedali, i medici di Medicina Generale, le Organizzazioni delle persone con disabilità e altre del Terzo Settore, l’Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS) e l’ISS. Non sono previsti costi aggiuntivi.

La seconda riguarda la stesura di linee guida che riguardano azioni sviluppo, dell’integrazione sociosanitaria, di miglioramento dell’efficacia dell’azione programmatica. Si deve ideare un’azione programmatica e continuativa, estesa e integrata con gli interventi socio-sanitari dedicati alle persone con disabilità. La lunga lista d’azioni specifiche sarà messa in atto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Salute in collaborazione con le Regioni, gli Enti Locali, le ASL, le organizzazioni di medici di Medicina generale, le Organizzazioni delle persone con disabilità e altre del Terzo Settore, l’AGENAS) e l’ISS. Non sono previsti costi aggiuntivi, il processo di revisione punta, invece, a rendere più efficace la spesa.

La terza azione riguarda lo sviluppo di strumenti regolamentari, indagini tematiche e sistema informativo, sono interventi amministrativi generali e operativi tesi a garantire  processi di cura e assistenza basati sull’evidenza scientifica e sulla valutazione degli esiti. Promossa dai ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali e quello della Salute in collaborazione con le Regioni, gli Enti Locali, gli Assessorati alla Sanità, i medici di Medicina Generale, le Organizzazioni delle persone con disabilità e altre del Terzo Settore, l’Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS) e ISTAT. Questa linea d’intervento va contestualizzata all’interno degli ordinari processi di pianificazione e budget.

Se ritenete opportuno approfondire questo argomento e, nel caso, organizzare azioni conseguenziali,  siete invitati a partecipare venerdì 23 marzo dalle ore 17.30 alle 19:30, ad uno degli incontri che, ogni venerdì organizza il gruppo cittadino TARANTO SENZA BARRIERE, presso la sede l’Associazione “Contro le Barriere” a Taranto in Via Cugini 39/40, per organizzare attività ed eventi di sensibilizzazione,  non solo sulle problematiche dei cittadini con disabilità, ma, anche di quelle delle persone che vivono in condizione di disagio sociale ed economico, al fine di raggiungere risultati concreti.

In questo venerdì, uno degli argomenti che sarà affrontato, sono le possibili azioni da intraprendere, non avendo ricevuto, nei tempi previsti, nessuna comunicazione riguardo alla petizione popolare, firmata da n. 1.115, consegnata il 4 gennaio di quest’anno, per richiedere al Comune di Taranto l’adozione dei P.E.B.A.

Per info 340 50 688 73

 

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