Inclusione scolastica e processi formativi

Questo articolo tratta la quarta delle 8 linee di azione del secondo Programma d’azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, le altre tre linee sono pubblicate ale seguente link: https://www.controlebarriere.org/2018/03/21/una-vera-inclusione-non-puo-che-partire-dalla-scuola/

I numeri degli studenti disabili parlano chiaro: sono il 2,7% degli alunni, il 9,5% sono nella scuola d’infanzia, il 37% nella primaria, il 28,5% nella secondaria di 1° grado e il 25% in quella di secondo grado. Nella Formazione Professionale, il 6,5% degli studenti sono disabili con divergenze fra Regioni.

Nonostante i numeri appaiono positivi, è ancora alto il contenzioso per gli studenti con disabilità e i tassi di occupazione sono ancora bassi (3,5%) mentre chi è affetto da disabilità psichica rischia di essere tagliato fuori dal sistema produttivo. Un altro dei problemi per gli studenti disabili è quello della discontinuità didattica, molti cambiano spesso insegnante di sostegno. Devono essere attuati dei corsi di formazione per insegnanti e devono sparire le barriere universitarie.

Altro problema l’accesso agli studi universitari, è difficile trovare manuali con le prove d’accesso in forma digitale. Fra i problemi un programma specifico per i disabili che sono figli di migranti e l’accesso dei bimbi disabili agli asili nido, l’accesso facoltativo degli studenti disabili alle scuole e l’accesso all’istruzione domiciliare.

La prima azione è quella di migliorare l’inclusione scolastica, il livello di istruzione degli studenti disabili migliorando il personale scolastico. Alcune di queste misure sono contenute nella Legge 13 luglio 2015 n°107, ma altre possono essere sposate come assumere insegnanti con disabilità sensoriali o esperti in LIS e non perdere le competenze specifiche per le scuole che accolgono gli studenti sordi. È un intervento normativo-amministrativo mosso per garantire a tutti gli studenti disabili un’istruzione di qualità migliorando le competenze dei loro insegnanti per farlo serve: una nuova formazione obbligatoria, l’aggiunta della dimensione interculturale, continuare il sostegno – anche economico – degli sportelli dedicati all’autismo e l’istituzione di progetti legati alla cura e alla igiene personale per promuovere l’autonomia. In questo caso l’azione è promossa dal MIUR in collaborazione con CTS, le organizzazioni di categoria e del terzo settore ed enti locali. Quest’azione prevede la razionalizzazione della spesa.

La seconda azione è garantire un servizio di assistenza nelle scuole uniforme.

La Legge Delrio (7 aprile 2014, n° 56) ha decretato il decentramento e la redistribuzione dei poteri e delle funzioni amministrative fra Province, Enti locali, Regioni, Città, Città metropolitane e Comuni. I notevoli ritardi di attuazione della legge sono un problema per gli studenti disabili, esistono inefficienze e differenze di servizi e di accesso al diritto allo studio da regione a regione.

È necessario un intervento tecnico-amministrativo per garantire un’erogazione di servizi omogenea e un’assistenza scolastica senza differenza fra le 20 regioni italiane. Il Miur deve attivare una commissione di vigilanza per verificare l’ottemperanza della legge. Un progetto promosso dal MIUR in collaborazione con Regioni, enti locali, ANCI, UPI e le organizzazioni delle persone con disabilità o del terzo settore. Quest’azione prevede la razionalizzazione della spesa.

La terza azione riguarda un altro capitolo dolente: l’accessibilità delle scuole e la garanzia di accomodamenti ragionevoli. Secondo l’Anagrafe degli edifici scolastici, un documento del 2015, il 30-50% degli edifici scolastici presente barriere architettoniche. Inoltre va inserito nella legge il termine di accomodamento ragionevole.

L’intervento normativo-tecnico-amministrativo è necessario per adeguare tutti gli edifici scolastici del Paese, per eliminare le barriere architettoniche e garantire la presenza degli accomodamenti ragionevoli. Un progetto del MIUR, insieme a regioni, enti locali e ANCI.

L’azione numero quattro riguarda l’istruzione domiciliare. Bisogna garantire l’istruzione domiciliare agli allunni disabili che hanno difficoltà a frequentare. Un progetto dei MIUR in collaborazione con regioni, enti locali, ASL, organizzazioni delle persone con disabilità e altre del Terzo settore. Per metterlo in atto servono degli investimenti in aree già attive sul territorio.

La quinta azione, invece, riguarda l’accesso per gli studenti disabili nelle scuole all’estero, va estesa la disciplina nelle scuole italiane all’estero per rendere incluse le aule scolastiche anche al di fuori del territorio italiano. Un progetto di MIUR e MAECI, Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale insieme alle Scuole italiane all’estero. Per metterlo in atto serve potenziare gli investimenti in aree già attive.

La sesta azione è garantire ai bambini con disabilità l’accesso all’educazione precoce. L’accesso deve riguardare anche le scuole della prima infanzia, i nidi devono realizzare interventi educativi ad hoc per favorire la loro espressione di potenzialità cognitive, affettive e relazionali. Tutti i bambini hanno diritto alle pari opportunità e a programmi specifici se necessari. Per far ciò vanno definiti i livelli essenziali delle prestazioni dei servizi educativi, standard nazionali e sperimentazioni di programmi di educazione precoce.

Un progetto del MIUR insieme a Ministero della Salute, regioni, enti locali, organizzazioni delle persone con disabilità o del terzo settore e servizi educativi per la prima infanzia. Per metterlo in atto servono degli investimenti in aree già attive sul territorio. Quest’azione richiede investimenti aggiuntivi.

La settima azione riguarda l’accesso alla formazione permanente per gli studenti. Nelle scuole superiori, soprattutto gli studenti con disabilità intelletiva, hanno preso parte a percorsi educativi misti di istruzione e formazione, in questo modo si dimostra l’inclusione e lo sviluppo professionale con percorsi educativi ad hoc. Va migliorato l’accesso agli adulti con disabilità a studi universitari, percorsi di orientamento o formazione professionale o permanente. Deve essere istituito un corpo ad hoc nel MIUR che si occupi delle applicazioni delle normative nazionali, includere gli studenti con disabilità, garantire le linee guida  per tirocini, orientamento e formazione. Promuovere docenti di sostegno, definire i livelli essenziali d’istruzione e uniformare su tutto il territorio standard e criteri di accreditamento dei servizi residenziali per adulti con disabilità, Un progetto promosso dal MIUR che lega regioni, enti locali, CPIA, organizzazioni delle persone con disabilità e altre del terzo settore. Quest’azione richiede investimenti aggiuntivi.

L’ottava azione è un monitoraggio della qualità dell’istruzione: l’INVALSI non prevede valutatori dell’efficienza degli studenti con disabilità. È necessario monitorare  l’efficacia dell’istruzione e dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità. Un progetto promosso da MIUR in collaborazione con INVALSI, scuole, regioni ed enti locali. Anche quest’azione richiede investimenti aggiuntivi.

Se ritenete opportuno approfondire questo argomento e, nel caso, organizzare azioni conseguenziali,  siete invitati a partecipare venerdì 6 aprile dalle ore 17.30 alle 19:30, ad uno degli incontri che, ogni venerdì organizza il gruppo cittadino TARANTO SENZA BARRIERE, presso la sede l’Associazione “Contro le Barriere” a Taranto in Via Cugini 39/40, per organizzare attività ed eventi di sensibilizzazione,  non solo sulle problematiche dei cittadini con disabilità, ma, anche di quelle delle persone che vivono in condizione di disagio sociale ed economico, al fine di raggiungere risultati concreti. 

Per info 340 50 688 73

2 commenti

  1. La fragilità umana non ha limiti e nessuno di noi è esente dalle tentazioni, ma soprattutto non sempre è in grado di restergli. Tanto più che, per quanto ne sappiamo, a volte anche ai santi è capitato di cedere alle passioni e alle lusinghe del mondo. Ingroia è rimasto vittima dello stesso ingranaggio che, come pm, aveva combattuto, dal momento in cui ha cominciato ad interessarsi alla politica, che da sempre è il settore della società più sensibile ai compromessi, alle soluzioni di ripiego e agli “accomodamenti”. Accettando, per di più, incarichi e mansioni che in qualche misura lo avrebbero messo in contatto col mondo degli affari in una posizione privilegiata, che gli avrebbe consentito di gestire a suo piacimento compensi e prebende. http://viagraqlor.com/

    1. che c’entra questo commento con questo articolo?

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