Discriminazioni e disabilità : una Legge applicata troppo poco

Ogni giorno e in ogni ambito della loro vita, le persone con disabilità subiscono episodi di discriminazione:

  • alunni e studenti che non ottengono un adeguato numero di ore di assistenza;
  • persone in carrozzina che si spostano con i mezzi pubblici,;
  • costretti a pagare quote eccessive di compartecipazione alla spesa sociosanitaria.

Tutte situazioni che vengono sanzionate dalla Legge 67/06 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni), importante strumento giuridico per la tutela dei diritti delle persone con disabilità, che però, a dodici anni dalla sua entrata in vigore, viene applicata ancora troppo poco nei Tribunali italiani.

È quanto emerso da una ricerca svolta dalla LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità) presso gli archivi di alcuni Tribunali italiani, venendo a conoscenza di appena 64 provvedimenti giudiziali emessi a seguito di ricorsi presentati sulla base della tutela introdotta dalla Legge 67/06.

La maggior parte dei pronunciamenti sono stati effettuati dopo il 2011 e riguardano soprattutto l’accessibilità dei luoghi pubblici e l’inclusione scolastica. Un dato parziale, che sicuramente non esaurisce la totalità dei pronunciamenti di questo tipo, ma che permette comunque di trarre alcune conclusioni.

La Legge 67/06 costituisce indubbiamente uno strumento utile ed efficace per il contrasto alle discriminazioni, di cui però non sono state ancora sfruttate tutte le potenzialità. Un dato incoraggiante, per altro, viene dal fatto che la quasi totalità dei provvedimenti di cui siamo a conoscenza ha accertato l’esistenza di una condotta discriminatoria. Solo quattro sono stati respinti, mentre gli esiti negativi in primo grado di altri due procedimenti sono stati poi ribaltati in appello.

Occorre lavorare intensamente per far conoscere alle persone con disabilità e ai loro familiari le potenzialità di questa normativa.

A tal proposito, esiste il  Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi  http://www.ledha.it/page.asp?menu1=5&menu2=13

che, tra il mese di luglio 2015 e il presente mese di giugno, ha ricevuto oltre 3.000: 1.608 sono state gestite direttamente dall’operatore che svolge la funzione di filtro, mentre 1.470 sono state gestite dai legali del Centro stesso. Di queste, quasi una su quattro (576) erano relative a casi di discriminazione vietati dalla legge. Quasi uno al giorno, considerando solo i giorni feriali ed escludendo le chiusure dello sportello.

La tematica su cui il Centro è stato chiamato più spesso a intervenire è stata ancora una volta quella della scuola (33%). La prevalenza di segnalazioni relativa al tema dell’inclusione scolastica è dovuta da una parte al buon livello di consapevolezza sui propri diritti raggiunto dalle famiglie su questo tema. Dall’altra parte, dalla presenza di un ampio quadro normativo cogente e vincolante, che ha consentito a numerosi Tribunali di accertare diverse condotte discriminatorie e di condannare i relativi responsabili. I genitori degli alunni con disabilità oramai conoscono sempre meglio i diritti dei propri figli e cominciano sempre più a riconoscere quando una determinata situazione, condotta od omissione possa essere ricondotta al concetto di discriminazione vietata dalla Legge 67/06.

A seguire, vi è il tema della compartecipazione al costo dei servizi socio-sanitari (12,40%), il lavoro (11,50%), l’accesso alle prestazioni sociali e sociosanitarie (8,50%), la tutela giuridica (5,4%), le barriere architettoniche (4,4%), l’accertamento dell’invalidità (3,45%), la mobilità (32,6%), la formazione professionale (1,64%), le provvidenze economiche (1,15%), il tempo libero (1%), le agevolazioni fiscali (1%), le protesi e gli ausili (0,9%) e la pensionistica (0,8%).

In questi tre anni di attività, dunque, i legali del Centro Bomprezzi hanno seguito centinaia di casi, accompagnando le persone con disabilità e i loro familiari lungo il precorso per ottenere il riconoscimento dei propri diritti.

 

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