Pubblichiamo integralmente una lettera inviata alla Ministra della Salute, Dott. ssa Giulia Grillo.
Egregia Dottoressa Giulia Grillo Ministro della Sanità
Approfitto della disponibilità dimostrata nei confronti dei malati ed in particolare nei confronti di chi come me utilizza cannabis terapeutica.
Questa mia non sarà orientata a discutere di cannabis e sulla carenza delle scorte per coprire le esigenze ti tutti i malati (basterebbe censire tutti i pazienti in cura con la cannabis,calcolare le necessità annue, e fare un ordine compessivo presso i fornitori aumentando del 30% la richiesta per coprire le esigenze dei nuovi pazienti), della difficoltà nel riuscire ad ottenere piani terapeutici in tempi utili per poter avere la continuità terapeutica,difficoltà legata all’impreparazione di medici e farmacisti o sull’inadeguatezza a livello farmacologico di FM1 o FM2 visto che ancora l’istituto farmacologico Militare non è in grado di produrre prodotti con una titolazione dei principi attivi costante nel tempo, né voglio parlare di sprechi legati all’importazione di prodotti dall’estero, quando il clima italiano è storicamente noto come adatto alla coltivazione di canapa che permetterebbe ai pazienti un sano percorso terapeutico autoproducendo le proprie piante curative ed abbattendo i costi del SSN che, non dovrebbe più importare.
Vorrei invece portare alla sua attenzione un caso cui sono stato vittima inconsapevole.
Sono un giovane cinquantenne affetto da Sclerosi multipla, cefalea a grappolo, più tutta una serie di patologie legate all’apparato scheletrico.
Abitando in Puglia sono riuscito ad ottenere un piano terapeutico trimestrale per l’assunzione di cannabis terapeutica.
Fin qui tutto bene,pare… ma non si è considerata la legge di Murphy!
Per gravi motivi familiari ho dovuto trasferirmi in Sardegna compiendo tutti i passi necessari per l’ottenimento di residenza giuridica e sanitaria.
L’ultima mensilità del piano terapeutico, già presente presso la farmacia ospedaliera di Taranto, non può essermi consegnata perché il medico che attualmente mi ha in carico (esercitante in Sardegna) non può compilarmi la ricetta visto che è fuori regione.
Non è paradossale? Come cittadino italiano (mio malgrado) so di avere diritto alla libera circolazione e alla salute.
La terapia in questione è stata già acquistata ed importata espressamente per me, comportando dei costi; costi che se la terapia non mi verrà consegnata finiranno nell’inceneritore sotto forma di infiorescenze di cannabis.
La questione sprechi, vista da questa parte dei banchi del parlamento, comporta anche il fatto che come tanti anche io sarò costretto (e lo sottolineo costretto) a rivolgermi al mercato illegale per continuare a camminare autonomamente.
Essere costretto dallo stato a commettere reato per salvaguardare il mio diritto alla salute è un paradosso tutto italiano!
La prima cosa che mi disse il neurologo, dopo aver letto la sentenza (leggi diagnosi) fu di evitare situazioni stressanti ed ora a 50 anni devo tornare a fare stupidaggini da adolescente, solo per poter reperire dei prodotti simili alle mie medicine, ma di dubbia provenienza (tanto poi ci saranno i tg scandalistici a metterci in guardia sulla pericolosità dei medicinali che non seguono i canali ufficiali).
Quindi: ci sono complessivamente 90 grammi di infiorescenze terapeutiche presso la farmacia ospedaliera del SS Annunziata di Taranto che a causa dello smembramento del servizio sanitario nazionale non potranno essere consegnati al legittimo proprietario che, ha dovuto spostarsi di regione, per motivi che esulano dalla sua volontà (se ho sbagliato io a credere di vivere in un paese evoluto, pago le conseguenze) e, cosa ancor più grave non potranno neanche essere dispensati a chi in Puglia ne avesse bisogno. Dopo questo doppio danno, si aggiunge la beffa che quelle medicine, perchè di questo stiamo parlando, andranno incenerite.
L’ignoranza diffusa tra medici e farmacisti è abissale, i pazienti sono costretti a fare corsi di aggiornamento ai tecnici del settore, la cui arroganza spesso supera il limite della decenza (quando ho chiesto ad un medico di prepararmi la ricetta per la terapia,presentando tutta la documentazione del caso, mi ha risposto che per la cannabis terapeutica non dovevo rivolgermi a lui, ma, che avrei dovuto andare in piazzetta, possibilmente sul tardi!
incitamento a commettere reato?)
Ci hanno insegnato che la legge non ammette ignoranza, quali provvedimenti intende prendere nei confronti di coloro che rivestendo cariche ufficiali sono vincolati a normative di cui non sono a conoscenza?
I malati in italia girano con faldoni di documenti: gazzette ufficiali, bur, codici, normative e quant’altro solo per scontrarsi contro muri di gomma.
Questi problemi non si riscontrano solo per la cannabis.
Accennavo, prima, che la sclerosi multipla sentendosi sola ha invitato la cefalea a grappolo (malattia dei suicidio). Altra patologia alquanto pesante da gestire: niente cure, ma, solo sintomatici; come al solito bombe chimiche, ma, per fortuna anche in questo caso c’è un sintomatico privo di effetti collaterali l’Ossigeno gassoso ad alti flussi. Esiste una nutrita bibliografia sugli effetti benefici di questo gas, ma anche in questo caso l’ignoranza fra i sanitari impera. Arroganza e coscienza di aver perso il titolo di baroni spinge molti sanitari a svolgere il proprio lavoro macchinalmente, spesso ci mette più passione nel lavoro un operaio che un medico, il che è tutto dire.
Questo sfogo o più semplicemente questa segnalazione, a cosa vuol portare?
Cerchi di mettere in agenda degli incontri con i malati, non rappresentanti normodotati, I MALATI!
NESSUNO potrà mai essere in grado di esprimere le nostre esigenze se non vive le nostre problematiche.
Istituisca, se già non esistono, delle figure di controllo per valutare le effettive funzionalità del SSN ma, sul campo, però.
In italia convivono realtà dove i medici tra mille difficoltà alleviano le sofferenze dei pazienti (credo che ci sia addirittura un giuramento
in proposito) ed altre dove i dipendenti della sanità non vanno contattati nei rispettivi uffici, ma, nel bar vicino la sede di lavoro.
Se davvero desiderate portare un cambiamento alla disastrata realtà sanitaria italiana, molto ingenuamente mi permetto di darle un suggerimento:
un numero verde nazionale da contattare per segnalare i disservizi in tempo reale; medici ancora legati a pratiche mediche all’ultimo grido nel 500, clisteri e sanguisughe o vincolati alle vacanze premio delle case farmaceutiche; farmacisti o comunque persone che dispensano farmaci senza indossare camice e caduceo che, oltre a dimostrare una abissale ignoranza nel proprio
mestiere deridono e raggirano i pazienti.
Parlo principalmente per me, non rappresento nessuno se non me stesso, ma, se queste righe dovessero portare ad un alleggerimento dei problemi dei malati tutto ben venga; che tutti abbiano diritto ad accedere in tempi utili alle cure dovute, credo sia scritto da qualche parte.
Nel frattempo, attendendo la stagione adatta per la semina delle mie terapie, le comunico che, se e quando dovessi commettere reati per poter accedere a delle cure, la mia coscienza sarà serena.
LE COLTIVAZIONI DOMESTICHE PER USO MEDICINALE POTRANNO ESSERE LEGALMENTE SBAGLIATE, MA, MORALMENTE SONO LEGITTIME!
Se la legge va in contrasto con la costituzione (Art 32),ricordando qualche lezione di diritto (quando a scuola si andava per impararare come si vive in società) mi pare che se una legge va in contrasto con la costituzione, o si adegua la legge o si fa riferimento alla costituzione in quanto ispiratrice delle leggi.
E’ palesemente un atto di autoaccusa il mio.
Risolvete in tempi utili i problemi legati alla reperibilità e usufruibilità delle terapie. VOI ci costringete ad entrare nell’illegalità, non è mio interesse foraggiare il narcotraffico, ma, è mio interesse prioritario salvaguardare la mia salute.
Pensi, e faccia pensare ai suoi colleghi ad un ipotetico genitore affetto da SM, che per provare il piacere di costruire un aquilone con il figlio, privo di terapia debba rivolgersi al mercato illegale solo per poter essere padrone delle sua mani e compiere un normalissimo atto d’amore. Immagini ora questo stesso genitore che viene arrestato durante l’acquisto.
Quale senso civico potrà mi svilupparsi in questo ipotetico bambino che impara che la legge non ti protegge ma ti punisce a prescindere…
Alternativa?
CORSI!CORSI!CORSI!…
Formare il personale sanitario non è compito dei malati, il nostro compito è quello di tutti: contribuire alla crescita, invece preferite nasconderci rendendoci impossibile accedere ai luoghi pubblici, ma credo che la vostra sia una forma di paura atavica.
Le uniche differenze tra le persone sono dettate dalla quantità di informazioni di cui si dispone, so di essere diventato disabile nella conduzione di una barca o in una progressione speleologica, ma so di essere molto più abile nel fare nodi di tanti definiti normali, o, in confronto ad altri potrò essere disabile magari nel progettare una centrale nucleare, ma, sono più abile di una farmacista nel conoscere il suo lavoro pur non avendone i titoli…
Tutto è relativo.
Periodicamente si cambia il nome per indicare le persone malate (a mio vedere anche questa è una forma di discriminazione visto che creando un nome,anche politicamente corretto,si crea una distinzione: noi e loro!).
Sono tradizionalista e mi voglio considerare handicappato visto che ho degli handicap, ma, la cosa mi lascia indifferente, faccio parte di quella generazione vissuta inventando nomi e nomignoli, dopo la registrazione all’anagrafe con il mio nome ho passato la vita rispondendo ad altri nomi appioppatimi da amici, e ad ognuno di questi nomi è legato un periodo della mia vita.
Non mi interessano i nomi, non mi offendo se mi chiamano handicappato o disabile, il mio handicap e la mia disabilità come per tanti è generata da voi “normali”. Un gradino è un gradino, per chi non può camminare un gradino è una montagna invalicabile se non c’è aiuto, quindi se non si abbattono le barriere architettoniche siete colpevoli di segregazionismo imponendoci ad essere dipendenti.
Non sono politicamente corretto,lo so!
Si potrà obiettare che questa è la logica di un malato, e, si sa che i malati diventano egoisti!
PALLE! (perdoni il francesismo, ma sono riuscito comunque a mantenermi)
i malati diventano egoisti perchè ogni giorno vedono violati i propri diritti, e come medico Signora Ministro dovrebbe sapere che le mia ridotta capacità a deambulare non ha influenzato le mie capacità di ragionamento (e onestamente ad assistere alle sedute parlamentari pare che molti che hanno capacità intellettive ridotte occupino quegli scranni).
Ho esposto le mie opinioni, sarei onorato tra breve di poter fare pubblica ammenda dicendo che tutto ciò che ho fin ora detto è un ricordo del passato e che le problematiche di tanti cittadini siano risolte.
Augurandole un buon lavoro, mi metto a disposizione per poter affrontare attorno ad un tavolo tutte le problematiche riguardanti le persone cui lo stato offre meno opportunità.
DAYARAM un malato autoproduttore di cannabis terapeutica suo malgrado.

