Tre pazienti paralizzati hanno ripreso a camminare

Clamoroso risultato medico: tre pazienti paralizzati sono tornati a camminare grazie ad una stimolazione che “mima” il cervello

Tre pazienti paralizzati che ora hanno ripreso a camminare. Non si tratta di un miracolo ma di una stimolazione elettrica del midollo spinale, in grado di ‘mimare’ il cervello quando ordina agli arti di muoversi. L’importante novità è stata ampiamente riportata in un articolo pubblicato su ‘Nature Neuroscience‘. Le lesioni del midollo spinale interrompono la comunicazione all’interno del sistema nervoso, portando alla perdita delle funzioni neurologiche e a paralisi. La stimolazione elettrica epidurale (Ees) applicata al midollo spinale ripristina la locomozione in modelli animali di lesione del midollo spinale, ma finora si era rivelata meno efficace nell’uomo, per ragioni che sono rimaste poco chiare. Questo nuovo protocollo combina una Ees del midollo spinale lombare con una precisa configurazione e un sistema di supporto del peso.

Grégoire Courtine e i colleghi del Center for Neuroprosthetic and Brain Mind Institute della Life Science School dello Swiss Federal Institute of Technology di Losanna hanno somministrato la Ees mirata (con elettrodi posti in precise aree corrispondenti, nel midollo, ai centri di controllo dei muscoli delle gambe) a tre pazienti maschi con lesioni croniche del midollo spinale da più di 4 anni e una paralisi parziale o completa degli arti inferiori. Sono state utilizzate precise mappe di attivazione dei motoneuroni e modelli simulati per identificare il processo ottimale di stimolazione dei diversi gruppi muscolari. La Ees proveniva da un generatore di impulsi controllato in tempo reale tramite comunicazione wireless, programmato per coordinarsi con il movimento previsto.

Il ‘timing” esatto e il preciso posizionamento degli elettrodi per la stimolazione elettrica sono cruciali per garantire la capacità del paziente di produrre un movimento volontario. Questa coincidenza spazio-temporale fa infatti scattare la crescita di nuove connessioni nervose“, afferma Courtine. “E il sistema nervoso umano ha risposto in maniera ancora più profonda di quanto ci aspettassimo”.

Nel giro di pochi giorni dall’inizio del trattamento, i pazienti sono arrivati a una camminata sostenuta (mentre ricevevano la stimolazione), nella quale sono stati in grado di regolare anche l’andatura del proprio passo. Al termine del trattamento i pazienti hanno camminato fino a un’ora su un tapis roulant.

Dopo la riabilitazione, hanno continuato a camminare in maniera indipendente con l’unico supporto di un deambulatore, e contemporaneamente ricevevano la stimolazione.

Infine, hanno recuperato i movimenti volontari delle gambe senza che fosse in corso la stimolazione. Secondo gli autori è possibile che i precedenti protocolli di stimolazione per ripristinare la deambulazione possano essere stati meno efficaci perché interferivano con la percezione della posizione degli arti da parte dei pazienti.

Questo nuovo protocollo di stimolazione promuove invece la locomozione preservando i segnali sensoriali provenienti dalle gambe e dando il tempo al cervello di “settarsi” con gli impulsi.

A cura di Monia Sangermano

Approfittiamo di questa occasione, per mettervi a conoscenza di un obiettivo che ci siamo prefissi di raggiungere entro il 31 dicembre di quest’anno, raccogliere l’importo di 12.900 euro per la realizzazione di un piccolo “sogno” , attraverso la seguente campagna di crowdfunding da noi attivata 

https://www.retedeldono.it/it/progetti/contro-le-barriere/tutti-al-mare.

Questo “sogno” intende creare in un tratto di spiaggia pubblica del litorale tarantino, una struttura in cui le persone con disabilità motorie abbiano la possibilità di potervi accedere allo stesso modo degli altri cittadini, in sintesi, s’intende creare tre postazioni con pedane con ombrelloni collegate a un corridoio di accesso al mare, che oltrepassa la battigia, nonché per mezzo di un sollavapersone, la persona disabile, potrà passare dalla sua carrozzina abituale alla “Sand & Sea” per potersi fare il bagno in autonomia.

Pertanto, cortesemente vi chiediamo di compiere un piccolo gesto per raggiungere questo obiettivo che, potrà portare giovamento a persone che oggettivamente necessitano di più attenzione da parte della società.

Siamo sicuri che se voi compirete questo gesto nobile, anche, altri seguiranno il vostro esempio.

 

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