LE ASSOCIAZIONI DIFFIDANO LA REGIONE PUGLIA PER L’ASSEGNO DI CURA

In data 17 aprile 2020 si è tenuta, in video conferenza, la riunione del Tavolo regionale per la Non Autosufficienza della Puglia della disabilità, alla quale hanno partecipato le seguenti Associazioni: A.r.i.Anna, Aisla, Anfass, Anmic Bari, Associazione Para-Tetraplegici, Assomeda, Comitato 16 Novembre, Conslancio, Contro le Barriere, Disabili Attivi, Rete Amare Puglia, Sfida, Uildm Trani e Viva la Vita

Ha aperto la riunione l’Assessore al Welfare della Regione Puglia, Salvatore Ruggeri, che ha prospettato alle Associazioni convenute, la proposta di concedere l’assegno di cura a tutte le persone ammesse nel 2019 , sia finanziate che non, con il rinnovo automatico, senza alcun bando ma, di ufficio, riducendo l’importo a 600 euro al mese, fino al 30 ottobre 2020, procrastinabile fino a dicembre 2020.
Il Dott. Alessandro Cappuccio, Dirigente del Welfare, illustra le modalità dell’eventuale prosecuzione, che prevede per il 2020 una procedura semplificata per dare modo a tutti gli ammessi di avere l’assegno di cura.
Non si osserverà più alla gravità con graduatoria, ma, si metterà tutti nello stesso calderone, riconoscendo l’assegno di cura a tutti quelli già identificati, per farne richiesta l’istanza sarà possibile presentarla in carta semplice ed ottenere la prosecuzione del servizio.
Anche i nuovi utenti, potranno presentare un’istanza  con i requisiti del vecchio bando.
Sono seguiti gli interventi dei rappresentanti delle Associazioni presenti alla video conferenza, i quali sono stati tutti concordi, eccetto Assomeda, a rigettare questa proposta, che è stata presentata dopo il primo Tavolo sulla Disabilità di questo anno, il 10 febbraio 2020, durante il quale l’Assessore al Welfare chiedeva alle Associazioni di produrre proposte in merito, chiaramente proposte che non sono state prese in considerazione.

Non è possibile con 600 euro al mese, garantire assistenza per 24 ore al giorno ai disabili gravissimi, tenendo conto che mediamente una famiglia con una persona allettata spende circa 2.500/3.000 euro al mese.

Pertanto, le Associazioni hanno invitato l’Assessorato a recuperare i soldi per pagare tutti, com’è giusto che sia, proponendo di differenziare l’assegno di cura in almeno due misure  differenti, come già proposto da mesi sulla base del bisogno assistenziale necessario.
La dignità dei disabili gravissimi, non può essere offesa dalla mancanza di coraggio e di seria programmazione, ne può essere svenduta con un importo ridicolo.

In seguito a questi interventi, il Dott. Vito Montanaro, Direttore del Dipartimento Welfare, motiva la proposta esposta dall’Assessore, dichiarando l’inefficienza da parte dello Stato a farsi carico, in maniera adeguata,delle gravissime disabilità, scaricando, in qualche modo, la colpa sul Governo.

Ha concluso la videoconferenza l’Assessore al Welfare, Salvatore Ruggeri, il quale ha chiesto alle Associazioni di rimodulare ulteriormente le loro proposte.

Lunedì 20 aprile 2020, le seguenti Associazioni: A.r.i.Anna, Associazione Para-Tetraplegici, Comitato 16 Novembre, Conslancio, Contro le Barriere, Disabili Attivi, Uildm Trani e Viva la Vita, inviano una diffida alla Regione Puglia, al fine di indurla a darsi da fare, senza perdere tempo inutile

Egr. Sig. Presidente della Regione Puglia, dott. Michele Emiliano,

Egr. Sig. Assessore al Welfare – Politiche di Benessere sociale e Pari Opportunità, Programmazione sociale e integrazione socio-sanitaria, dott. Salvatore Ruggieri,

Egr. Sig. Direttore del Dipartimento promozione della salute, del benessere sociale e dello sport per tutti, dott. Vito Montanaro,

Tutti i componenti del Consiglio Regionale Pugliese – LORO SEDI

 

Visto l’esito del Tavolo Regionale per la Non Autosufficienza, tenutosi in data 17 aprile in video conferenza, fra la Regione Puglia, Assessorato al Welfare, e le Associazioni di rappresentanza dei disabili gravissimi, avente come oggetto la misura di sostegno sociale denominata “Assegno di cura”.

Sentita la proposta del Welfare di abbassare la misura di sostegno sociale, attraverso una delibera di Giunta, dagli attuali € 900 a € 600 per il periodo gennaio – ottobre 2020, procrastinabile fino a dicembre 2020,

Visto il parere negativo di tale proposta da parte della Associazioni

DIFFIDANO

il Welfare dal portare in Giunta Regionale la suddetta proposta e tutta la Giunta ad approvarla, in quanto è offensiva e lesiva dei diritti dei disabili gravissimi.

CHIEDONO

L’immediata applicazione della nostra proposta, già presentata da diversi mesi,  di diversificare l’importo in base al sostegno assistenziale, così come sancito dal DM FNA sulla Non Autosufficienza  e  relativo Piano per la Non Autosufficienza, che stabilisce che il sostegno dev’essere corrisposto alla famiglia,  al fine di evitare l’ospedalizzazione del disabile gravissimo, commisurandone l’importo  all’effettivo bisogno, bisogno già sancito ed accertato in sede di UVM che differenzia il livello di gravità, anche sulla base della L.R. 630/2015.

Al fine di riconoscere l’assegno di cura a tutti gli aventi diritto, anche agli ammessi e non finanziati si propone la seguente diversificazione di punteggio già determinato in sede di UVM nell’istruttoria dello scorso bando (2018-2019):
€ 900/ mese (100 – 85) SOSTEGNO INTENSO
€ 700/ mese (80 – 75)  SOSTEGNO MEDIO
€ 500/ mese (<=70) SOSTEGNO LIEVE

SOLLECITANO

Il Welfare ad aprire una nuova finestra per consentire a chi è sopraggiunto in stato di gravissima disabilità successivamente al bando 2018/2019, di accedere alla misura di sostegno sociale (possono essere compensati con i tanti deceduti).

Per noi, ciò che la popolazione mondiale sta vivendo in questo momento, non rappresenta una novità: le nostre famiglie sono da anni agli arresti domiciliari e meritano rispetto, attenzione e sostegno DIGNITOSO.

Considerate questa diffida come la prima delle nostre proteste alla quale invitiamo ad aderire tutte le Associazioni presenti al Tavolo per la disabilità che, al pari nostro hanno espresso parere negativo alla proposta del welfare del 17 aprile

1 commento

  1. Strano che non c’erano la zip di Bitonto ,è la Nostra famiglia di Ostuni

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