La Regione Puglia con Atto Dirigenziale n. 30 del 18/01/2022 – Sezione Benessere Sociale, Innovazione e Sussidiarietà – ha approvato l’avviso pubblico e la domanda per accedere al “Budget di sostegno al careviger familiare” https://www.comunedisupersano.le.it/servizi/notizie/dal-comune/732-avviso-pubblico-e-la-domanda-per-accedere-al-budget-di-sostegno-al-careviger-familiare.
Immediate le contestazioni esternate dalle Associazioni UNITI SI PUO’ e dalla UILDM di Trani, attraverso queste note inviate all’Assessorato al Welfare della Regione Puglia.
In riferimento al bando caregiver emanato dalla regione Puglia, bando che riteniamo offensivo e lesivo della DIGNITA’ del caregiver, bando perfezionato dal Welfare nonostante il disaccordo diffusamente manifestato dalle nostre associazioni sin dal maggio 2020, si chiede quanto segue:
- Ritiro immediato del bando caregiver
- Istituzione dell’albo regionale dei caregiver che contenga: patologia della persona con disabilità e ore di intervento del caregiver (12/24).
Trascorsi 15 giorni dall’apertura dell’iscrizione al registro, che in ogni caso potrà essere sempre aggiornato per i futuri caregiver, il welfare, avendo contezza dei numeri e del tipo di intervento del care giver, differente per ore di lavoro, provvederà a dividere il fondo tra tutti gli aventi diritto, differenziando gli importi per ore di intervento ed, eventualmente, tenendo conto della composizione del nucleo familiare.
Ci teniamo, inoltre a mettere in evidenza il fatto che non dev’essere contemplato assolutamente l’obbligo della coabitazione con il congiunto cui si presta assistenza perchè non è detto che la residenza sia la stessa: si pensi a genitori anziani, a fratelli o sorelle, ed è proprio per questo motivo che l’Isee non deve essere assolutamente considerato.
Nel caso in cui questa nostra proposta non dovesse incontrare il favore del welfare, sarà nostra cura interessare tutto il consiglio regionale con le modalità che riterremo più opportune.
Ed infine, ultimo e non ultimo, Vi invitiamo caldamente, per il futuro, a NON dichiarare che le Vostre azioni siano frutto dell’accordo con le Associazioni perchè tale affermazione non corrisponde al vero.
Le Associazioni di “UNITI SI PUÒ”
Premesso che all’art.1 comma 255 della legge 205/2017 (tutt’ora in vigore) ha definito con certezza e chiarezza la figura del “Caregiver Familiare”;
premesso che la stessa legge riconosce di fatto l’attività che svolge per tutta la vita un caregiver familiare durante la maggior parte delle ore giorno/notte ed evidentemente durante tutto l’anno/ni della vita del disabile, si continua ad eludere ed offendere la dignità di queste persone. Persone che si annullano fino a diventare degli invisibili, sconosciuti, inesistenti per lo Stato e di conseguenza per le Regioni.
Sono persone (giovani o anziani) che invecchiano precocemente a causa del dolore che portano dentro per anni ed anni, persone che non hanno più la forza di gridare giustizia, persone che hanno il viso rigato dalle lacrime di dolore ma che continuano ad essere sballottati da una burocrazia che non ha mai fatto sconti.
Tutto questo, anche se racchiuso in queste poche righe, è noto solo a chi ci sta dentro fino all’osso, e che ancora una volta ha trovato nella più alta istituzione locale (Regione Puglia), un muro di indifferenza, di parole vuote pensate per partorire un bando pubblico a favore… dei caregiver di tutta la Regione che in realtà è una ennesima offesa alla loro dignità anche nella parte in cui è stata prevista una elemosina di 1000 euro una tantum.
Un bando che oltre alla elemosina dei 1000 euro una tantum, completa la vergogna prevedendo la seguente graduatoria:
- non per tutti;
- secondo il grado di disabilità;
- secondo il reddito ISEE (tipica lotta tra poveri), infine, e non per ultimo, nessuna considerazione verso quei caregiver che non hanno potuto mai lavorare e che oggi pur avendo una età avanzata continuano ad essere caregiver senza alcun riconoscimento di qualsiasi natura..
Pertanto, alla luce della cosa ormai fatta ed impacchettata senza che ci sia stato nessun consenso da parte delle molte Associazioni del settore resta solo l’invito a tutti gli attori interessati e a quanti avessero le giuste sensibilità sull’argomento a raggrupparsi in modo convinto e con forza per reclamare in tutte le sedi, in primis quelle legali al fine di poter, in qualche modo, ridare la giusta collocazione sociale e morale a quanti stanno consumando la loro vita per il bene del proprio caro/a nel silenzio di una società che non ha mai dato il giusto peso e valore a certe figure.
UILDM SEZIONE DI TRANI

