COSA CHIEDONO GLI ELETTORI CON DISABILITA’ IL 25 SETTEMBRE 2022

Riportiamo un articolo del sito Disabili.com uscito in data odierna riguardo alle prossime elezioni politiche del 25 settembre 2022.

E’ ormai dietro l’angolo l’appuntamento elettorale del 25 settembre: gruppi e schieramenti hanno delineato posizioni, programmi e alleanze, in una campagna elettorale dai toni accesi. 
Le prossime elezioni politiche chiameranno i cittadini ad esprimersi sui loro rappresentanti di Governo, per il rinnovo di Camera e Senato, ed è anche sulle esigenze dei cittadini che dovrebbero basarsi le proposte delle compagini.

Ma è proprio così? Per quanto riguarda la disabilità, quanti di quelli che sono i bisogni reali vengono affrontati nel dibattito politico attuale, con proposte concrete di intervento?

Noi abbiamo chiesto ai nostri lettori, attraverso un sondaggio aperto su Facebook, quali sono le priorità del mondo della disabilità cui la politica dovrebbe rispondere con proposte e azioni, nelle prossime elezioni (e nel successivo governo). Di seguito, riportiamo alcuni dei punti indicati dai nostri lettori: 

CAREGIVER
Una delle richieste principali dai nostri lettori riguarda i caregiver familiari, per i quali si richiede riconoscimento, maggiore attenzione, supporto economico e non solo. 
Scrive Giuseppe: Una figlia non si può mettere in regola come badante dei propri genitori, perché l’INPS dice che in questo caso l’assistenza viene prestata per motivi affettivi e morali… Ma chi mantiene questa figlia un domani se rinuncia al lavoro per accudire i genitori? Non ci tutela nessuno.
C’è chi propone di guardare all’estero: “Dare al caregiver come in Germania un/a sostituto/a per poter andare in vacanza e mezza o una giornata a settimana per spesa, commissioni ecc”, chi di riconoscere la figura del caregiver e calcolare gli anni di assistenza del famigliare con la legge 104 ai fini pensionistici: C’è chi è obbligato a lasciare il lavoro e un domani non avrà neanche la pensione!

AUMENTO DELLE PENSIONI DI INVALIDITÀ
L’aumento degli importi delle pensioni di invalidità, e l’adeguamento in particolare delle pensioni agli invalidi parziali, vengono indicati da più lettori come una delle principali novità. 
Scrive Franco: “290 euro di pensione di invalidità sono uno schiaffo all’intelligenza umana, se il reddito di cittadinanza è superiore la vergogna è servita”. 
Stesso pensiero di Rosa, che scrive: “Dare la maggiorazione anche agli invalidi parziali. Un invalido all’80% con più di 60 anni se non ha familiari che possano aiutarlo, deve andare a vivere alla Caritas. Lo sfrattano perché con quei pochi soldi non può pagare un affitto, e sono troppo pochi anche per andare in un centro”.
Altra proposta: togliere il limite di reddito. Paolo scrive: “Se si supera i 16/17000 euro ti tolgono la pensione ? Ma io la pensione di invalidità la prendo perché sono invalido e se lavoro tanto di cappello!”.
Dello stesso avviso Nicoletta, che propone di “Togliere il limite di reddito familiare visto che chi è coniugato continua a percepire 290 € al mese con il 100% di Invalidità Civile! È troppo basso anche per i semplici operai come mio marito”.

PENSIONI E SOSTEGNI ECONOMICI
Una lettrice propone: “Aiuto economico mensile per caregiver di disabili gravi che assistono i loro cari 24 h e non possono lavorare. Oppure rendere automatico l’assegno di accompagnamento con una diagnosi di disabilità grave al 100% con 104”.
Un altro lettore scrive: “Un reddito fisso e dignitoso ai disabili che non possono lavorare e nel caso di un inserimento in una struttura pagamento della stessa con quello che percepisce il disabile, senza arrivare al pagamento della struttura con cifre folli per una famiglia normale…”.

LAVORO
Sul fronte lavoro, si chiedono maggiori tutele per i lavoratori con disabilità che cercano occupazione, ma anche per chi ha un impiego. Giusto propone di “Facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro a chi può farlo, aumentando le possibilità di interazione (telelavoro agevolato, garanzia di accessibilità dei luoghi di lavoro, …)”.
Tra le richieste che abbiamo registrato, i nostri lettori chiedono anche una maggiore facilità ad andare in pensione per chi ha una disabilità grave, ma anche un diverso computo delle assenze: scrive una lettrice: “Per quanto riguarda i disabili che lavorano, come nel mio caso, le assenza da patologia non dovrebbero da tutti i ccnl essere conteggiate nel comporto (anche perché il più delle volte non siamo inseriti in contesti idonei alla disabilità che abbiamo) e quindi spesso soggetti a ricadute come nel mio caso. Altra cosa dare la possibilità a tutti, senza distinzione tra pubblico e privato di un assegno economico fisso per disabili lavoratori in modo tale da poter permettere a chi non riesce per problemi di salute a lavorare a tempo pieno poter fare un part time pur mantenendo una vita dignitosa sotto tutti gli aspetti”.
Laura auspica “Maggiori tutele per i lavoratori disabili gravi (oltre che per i caregiver), possibilità di usufruire del congedo straordinario di 24 mesi non solo per chi assiste i disabili in condizioni di gravità ma anche per i lavoratori disabili in situazione di gravità”.

ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE
Molti sono gli appelli all’abbattimento reale delle barriere architettoniche, con interventi eventualmente da rendere più inasprendo le multe, perché, come ricorda Alessandro, “ci sono leggi ma molti non le rispettano, allora forti sanzioni”.
Anche Giusto insiste sulla “applicazione ferrea e senza deroghe delle leggi esistenti sulla accessibilità dei pubblici esercizi di nuova costruzione e ristrutturazione. E aggiunge: Estensione delle suddette leggi anche agli edifici privati di nuova costruzione. In modo da rendere l’accessibilità sempre più estensiva e per quanto possibile meno condizionata (esempio pratico: sempre, ove tecnicamente fattibile, rendere accessibile l’ingresso principale e, solo in estrema ratio, garantire l’accessibilità da ingressi secondari e assistita da mezzi meccanici a funzionamento sorvegliato – montascale con chiave da richiedere ad un addetto che non si trova mai)”.

MENO BUROCRAZIA
Altro punto su cui i caregiver familiari chiedono un intervento riguarda l’allentamento della burocrazia, in particolare per quanto la rendicontazione delle spese, obbligatoria quando siano anche amministratori di sostegno e/o tutori del loro congiunto.
Scrive Nunzia:  “(…) chi non può lavorare perché non può lasciare i figli disabili, come deve campare? È normale che bisogna vivere con la pensione del proprio figlio se non vi sono altre entrate… e questa rendicontazione è veramente… estenuante.. ecco, si dovrebbe togliere subito la rendicontazione annuale se l’ amministratore di sostegno è della famiglia in cui vive il disabile”.
(…) e un genitore che dedica tutta la vita a un figlio e magari deve anche vivere con la pensione del figlio che accudisce, e rendicontare… bisogna eliminare la rendicontazione, noi genitori controllati per questo…è assurdo”.
Laura aggiunge: “già… Io ho anche mio fratello disabile dalla nascita, oltre i miei genitori, a lui devo fare il rendiconto annuale… Io non posso permettermi di lasciare il lavoro, ma non posso nemmeno permettermi una badante per tutto il giorno”.
Per Mariù è “Tutta burocrazia inutile che toglie tempo e attenzioni dei nostri figli o fratelli”.
In ottica invece di semplificazioni burocratiche, c’è chi chiede servizi e assistenza a domicilio più semplici, tipo SPID, carta identità, analisi cliniche.

CONOSCERE LA DISABILITÀ DA VICINO
Più in generale, c’è chi chiede che le politiche per la disabilità siano seguite da chi la disabilità la conosce da vicino e personalmente. Scrive un utente: “Bisognerebbe eleggere qualcuno con un disabile in famiglia, che sia quindi al dentro delle problematiche e necessità di famiglie come le nostre. Solo così si renderebbe conto di ciò che serve e nella nullità del settore sociale”.

DOPO DI NOI E VITA INDIPENDENTE
Alcuni partecipanti al sondaggio hanno indicato tra le priorità cui chiedere conto ai politici il Dopo di Noi, che necessita più attenzione, tematica legata anche alla Vita Indipendente, segnalata da più utenti. 
Scrive al proposito una lettrice: “Ci vogliono strutture dove puoi portare tuo figlio o altro caro non autosufficiente che possa intraprendere un percorso di integrazione: quando non ci saremo più noi genitori cosa faranno – premesso io ho un figlio autistico”.
Da un altro utente l’appello: “Vita indipendente legge nazionale subito: principio di civiltà umana, esiste già in ogni paese civilizzato perchè noi sempre in ritardo su tutto in Italia…”.

CENTRI E STRUTTURE
In merito a strutture e centri diurni arrivano due proposte: nel primo un’utente propone di “Togliere i centri diurni dalle strutture tipo ospedaliere e farli in aziende agricole o artigianali con collaborazioni con i proprietari disponibili, trasformandoli in centri semi occupazionali”.
Scrive invece Lorena: “Noi siamo genitori di una ragazza di 34 anni disabile dalla nascita. Secondo la mia esperienza e situazione sarebbe bello esistessero delle strutture (come quella dove va mia figlia) dove i ragazzi vanno giornalmente e all’occorrenza poter pernottare nell’eventualità di una necessità urgente come un ricovero un periodo di malattia del genitore o anche perché no, una vacanza per ossigenare il cervello, (ovviamente pagando il servizio perché capisco che la cosa non sia così semplice )primo perché nel mio caso mia figlia non gradisce molto girare e si sente sicura con le sue cose vicine, secondo perché se dovesse esserci la necessità per una malattia del genitore rimangono nella struttura dove vanno giornalmente e con il personale con il quale sono abituati a condividere le giornate. Penso sia un sogno però ho voluto far presente e chiedere questo aiuto”.

AUSILI E SALUTE
Sul fronte salute, c’è chi propone cure gratis a tutte le età per chi ha una disabilità e ausili gratis per la vita indipendente. Si chiedono anche percorsi che siano veramente personalizzati e che coinvolgano tutti i soggetti. Da una utente arriva la richiesta per Cure palliative pediatriche garantite in tutte le regioni.

CULTURA DELLA DISABILITÀ
Le proposte dei nostri lettori includono anche interventi per migliorare la percezione stessa della disabilità. Tra le idee, quella di Pamela, che propone “Prima di tutto adeguare la simbologia. Quella dell’uomo in carrozzina è oramai superata in quanto vengono incluse le disabilità invisibili (sensoriali, neurologiche, etc). Partire da quello e espandersi per i vari rami che coinvolgono le diverse categorie di persone con disabilità!

SCARSA FIDUCIA
Purtroppo parallelamente non possiamo non segnalare anche una diffusa disaffezione verso la politica, e un amaro disincanto verso quelle che vengono spesso viste come “promesse” che alla prova dei fatti non verranno mantenute: secondo un utente “noi possiamo così chiedere e prevedere, ma la musica dovrebbe essere abbastanza cotta, le promesse in campagna elettorale non si avvereranno mai in nessuna direzione, tantomeno per la disabilità
Ancora: “Non sono in grado di mantenere nessuna delle false promesse dette solo per la “poltrona”. 

Per Franco “tanto andare a votare non cambierà le cose troppi i mangioni in politica che tolgono soldi a chi davvero ne farebbe un buon uso, siamo uno stato di grandi chiacchieroni e un popolo molle senza spina dorsale, se non si lotta per i diritti delle persone sane figurati per i disabili o invisibili chiamateli come volete”.

 

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