Malattie croniche e lavoro in Europa

Il crescente numero di persone in età lavorativa affette da malattie croniche che si registra in Europa sottolinea l’importanza di politiche per l’inclusione di queste persone nel mondo del lavoro.

Di fatto, la situazione europea a questo riguardo è caratterizzata sia da una carenza di politiche e di pratiche per il reinserimento lavorativo delle persone con malattie croniche, sia da una scarsa attuazione di raccomandazioni che sono ritenute molto importanti per la definizione di politiche di reinserimento.

È giunta a questa conclusione una ricerca realizzata nell’ambito di un progetto europeo triennale (PATHWAYS) allo scopo di tracciare una panoramica della situazione attuale e, conseguentemente, di orientare la definizione di politiche specifiche.

La ricerca si è articolata in due studi, condotti rispettivamente a livello di singoli Paesi europei tramite interviste e a livello europeo tramite un’indagine online.

Studio 1

Le interviste, somministrate a 58 stakeholder (portatori di interessi) – decisori politici, datori di lavoro ed esperti nel campo del reinserimento lavorativo – di sette paesi – Austria, Repubblica Ceca, Italia, Grecia, Norvegia, Polonia Slovenia – riguardavano:

  • a) l’esistenza di strategie per il reinserimento lavorativo;
  • b) l’importanza di specifiche raccomandazioni per una futura definizione di politiche di reinserimento lavorativo.

Complessivamente, le interviste hanno fatto emergere, da un lato, una percezione positiva circa l’esistenza di strategie di reintegrazione, dall’altro la mancanza di un’attuazione coordinata delle politiche di reinserimento e di leggi contro la disoccupazione/a favore del reinserimento lavorativo.

Gli intervistati hanno giudicato “molto importante” ogni singola raccomandazione per il reinserimento lavorativo sottoposta loro nel corso dell’intervista, ponendo in cima alla scala la raccomandazione di “aumentare la consapevolezza e la formazione del personale e dei manager circa i bisogni delle persone con malattie croniche”. Coerentemente, gli intervistati hanno identificato la “mancanza di consapevolezza” come l’ostacolo principale per la messa in atto delle raccomandazioni.

Studio 2

L’indagine, che ha coinvolto 20 stakeholder – rappresentanti di organizzazioni europee esperte di problematiche lavorative e sanitarie – riguardava, oltre a informazioni di carattere generale;

  • a) l’esistenza e il livello di attuazione di politiche e leggi per il reinserimento lavorativo delle persone con malattie croniche;
  • b) l’importanza di specifiche raccomandazioni relative alle suddette politiche.

Secondo almeno metà dei partecipanti, in Europa vi è una moderata disponibilità della maggior parte delle indicazioni politiche e legislative per il reinserimento lavorativo considerate nell’indagine.

Tuttavia, il 30% e il 40% dei partecipanti hanno denunciato, rispettivamente, la mancanza di direttive europee per ridurre la disoccupazione e di direttive per facilitare il reinserimento lavorativo delle persone con malattie croniche.

La maggior parte delle strategie per l’attuazione delle politiche di reinserimento è stata considerata “scarsamente attuata”.

La maggior parte delle raccomandazioni sottoposte agli stakeholder nell’ambito indagine è stata giudicata “molto importante”. La più importante, a giudizio dei partecipanti, è la “promozione – tramite personale specificamente formato – di servizi di reinserimento lavorativo incentrati sulla persona”.

Da questa ricerca scaturisce la raccomandazione che le politiche europee per il reinserimento lavorativo delle persone con malattie croniche prevedano:

  • la collaborazione tra governo europeo, governi nazionali e parti sociali
  • la diffusione e la condivisione di efficaci strategie di reinserimento lavorativo e di buone pratiche, da adattare ai contesti nazionali
  • la definizione di parametri/la creazione di sistemi di monitoraggio che consentano di delineare strategie basate sulle evidenze.

 

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