Assistenza ai disabili, se non ci fossero colf e badanti…

Qui di seguito pubblichiamo uno  studio commissionato dall’associazione Domina (Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico) e realizzata dalla Fondazione Leone Moressa intitolata “Lavoro domestico e disabilità in Italia. Il ruolo delle famiglie al centro del welfare italiano”, che analizza i dati Istat, li confronta con i dati del lavoro domestico e prende in esame la spesa delle famiglie.

Il nostro Paese non può andare avanti senza colf e badanti. Il lavoro domestico è, sempre di più, indispensabile per la nostra società. Il progressivo, inesorabile invecchiamento della popolazione e la crescente partecipazione delle donne al mercato del lavoro rendono imprescindibile il ricorso a queste figure professionali da parte delle famiglie italiane. Tuttavia, ad avere estremo bisogno di figure di assistenti in casa a supporto della quotidianità non sono solo gli anziani. Un’altra componente entra in gioco in modo significativo fra i datori di lavoro domestico: quella delle persone affette da disabilità o limitazioni funzionali.

Secondo questo studio, in Italia i disabili (sopra i 6 anni di età) in totale sono 3,2 milioni, di questi 2,5 milioni sono anziani, over 65. Quanto al genere, l’incidenza è molto più alta nella popolazione femminile che in quella maschile. Per quanto riguarda le limitazioni e forme di disabilità, queste sono di ampio spettro: si va dai problemi di movimento e locomozione (1,5 milioni di persone), alla carenza di autonomia nelle attività quotidiane come vestirsi o lavarsi i denti (quasi 2 milioni), ai problemi di comunicazione, vista, udito, parola (circa 900mila). Infine, quasi 1,4 milioni di persone sono costrette a letto, su una sedia o a restare confinati nella loro casa per impedimenti fisici o psichici.

Quanto spendono i Comuni per il sostegno all’area della disabilità?

La spesa media pro-capite in Italia ammonta a 2.990 euro, con forti differenze fra aree geografiche: al Nord si spende molto di più, con il picco nel Nordest di 5.300 euro per ogni persona disabile. In coda alla graduatoria si collocano le regioni meridionali, con i 470 euro in Calabria e poco più di 700 in Campania. Ma, di fatto – evidenzia la ricerca – il grosso della spesa dell’assistenza ricade sulla spalle – e sulle finanze – delle famiglie. La metà delle persone con disabilità grave vivono infatti nell’ambito familiare: il 49,9% con i genitori (o con un solo genitore), spesso molto anziani. Per questi soggetti, strettamente dipendenti dalla rete familiare, il rischio di emarginazione è molto grave. Circa il 35% dei disabili gravi vivono con il partner, il 9,6% vivono da soli (la maggior parte di loro non ha più i genitori).

E’ chiaro che per le famiglie con un disabile in casa il ricorso a lavoratori e lavoratrici domestici diventa fondamentale. I lavoratori domestici nel nostro Paese ammontano a quasi 2 milioni milioni, di cui quasi 900mila badanti (compresi gli irregolari). Di questi, solo il 41% sono censiti dall’Inps. La spesa delle famiglie (tra colf e badanti) risulta complessivamente pari a circa 7 miliardi di euro. Uno sgravio consistente per le casse dello Stato che, senza l’apporto sostanzioso delle famiglie, si troverebbe a spendere cifre molto più alte per le strutture di ricovero.

Approfittiamo di questa occasione, per mettervi a conoscenza di un obiettivo che ci siamo prefissi di raggiungere entro il 31 dicembre di quest’anno, raccogliere l’importo di 12.900 euro per la realizzazione di un piccolo “sogno” , attraverso la seguente campagna di crowdfunding da noi attivata 

https://www.retedeldono.it/it/progetti/contro-le-barriere/tutti-al-mare.

Questo “sogno” intende creare in un tratto di spiaggia pubblica del litorale tarantino, una struttura in cui le persone con disabilità motorie abbiano la possibilità di potervi accedere allo stesso modo degli altri cittadini, in sintesi, s’intende creare tre postazioni con pedane con ombrelloni collegate a un corridoio di accesso al mare, che oltrepassa la battigia, nonché per mezzo di un sollavapersone, la persona disabile, potrà passare dalla sua carrozzina abituale alla “Sand & Sea” per potersi fare il bagno in autonomia.

Pertanto, cortesemente vi chiediamo di compiere un piccolo gesto per raggiungere questo obiettivo che, potrà portare giovamento a persone che oggettivamente necessitano di più attenzione da parte della società.

Siamo sicuri che se voi compirete questo gesto nobile, anche, altri seguiranno il vostro esempio.

 

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