Perché ho deciso di far parte del costituendo Comitato “Disabili Attivi”

Giovanna Causo di Carosino ha scritto questo articolo, dopo aver deciso di condividere, il percorso che alcune persone disabili di vari Comuni della Regione Puglia hanno intrapreso nel costituire il Comitato “Disabili Attivi”.

A chi si deve chiedere? Perché bisogna cercare di cogliere l’attenzione? Chi è la persona tra tutti i politici che si occupa di questo tema e può coinvolgere il sistema burocratico nell’annullamento dei problemi a riguardo? Dove bisogna andare? E ….possiamo andare noi? Noi disabili possiamo chiedere i nostri diritti ? Possiamo essere presi in considerazione, tutti, senza esclusione?

Ci sono persone che seppur disabili vanno avanti, lottando ogni giorno perché la vita è difficile da vivere.
Queste persone lottano però nessuno le capisce, nessuno sa del complesso mondo dentro di loro di sentimenti, di sofferenze, certo anche di gioie, ma, soprattutto, di tanta fatica perché’ il mondo intorno e’ fatto per i normali, non tiene conto di chi ha qualche problema in più.

Purtroppo è un problema che non passa in secondo piano, talvolta passa nel dimenticatoio perché chi ne soffre in prima persona è fragile per poter comunicare anche solo i suoi bisogni.

Come me che per riuscire a brevettarmi per il corso di subacquea ho bisogno di chi fa attenzione e con ogni scrupolo a ciò di cui ho bisogno e di cui necessito. A me, come pochi altri, che possono esplorare il mondo del mare. E al resto? E a coloro che vorrebbero ma non possono vederlo nemmeno il mare?
Vorrei far da portavoce, vorrei aiutare tutti quelli che hanno più bisogno di me e sono più tristi di me perché non hanno voce per poter anche solo parlare, anche se vorrebbero solo essere ascoltati.
I miei amici vicini e lontani di tutta la Puglia chiedono di smuovere continuamente l’aria e nel nostro gruppo di disabili si è giunti ad una conclusione, con il consenso di tutti: provo a scrivere un articolo per ribadire che dopo tante parole e promesse siamo i primi ad essere dimenticati noi che abbiamo più bisogno di vivere come tutte le persone.

Parlo a nome di quella persona che abita al terzo piano e il suo palazzo non ha l’ascensore, non può permettersi qualcosa di meglio, lotta da una vita contro una malattia che lo costringe a pochi movimenti e dolorosi, che ha smesso da un bel po’di lottare per farsi ascoltare da chi è intorno, tanto meno da una burocrazia che non capisce i suoi bisogni. Vorrei parlare a nome di una ragazza, che non riesce a uscire di casa perché ha paura e soffre di attacchi di panico, soffre di epilessia e non riesce a trovare il neurologo in grado di aiutarla.Io parlo a nome di chi dice :”va bene! E’ così e basta!!”e continua come un automa a tirare avanti come può.

Per i disabili ci sono delle innovazioni, dei progressi, delle battaglie vinte, ma solo per alcuni, di tanti altri. Vorrei che anche quegli altri potessero provare a vincere la propria battaglia senza sentirsi esclusi e persi in partenza.
E’brutto sentirsi dire da un amico che ha smesso di lottare per vivere, ed io che purtroppo ho sentito più di una volta sulla mia pelle il dolore, non riesco a rimanere indifferente, ora che ho trent’anni voglio poter fare qualcosina e mettermi a disposizione, nelle mie possibilità di disabile ipovedente, di chi sta peggio di me.
Io vorrei capire perché i tempi di cura sono così lunghi, perché bisogna attendere tanto per curarsi, perché nel 2019 è così difficile coniugare politici e disabili, perché non può essere una causa comune quella della lotta per i diritti dei più infelici.
Se ci fossero più persone di ogni partito politico a prendersi cura delle persone con disabilità, se capissero veramente l’importanza di dare una risoluzione ottimale a coloro che hanno realmente bisogno si risolverebbero tanti problemi e soprattutto quelli di chi non ha voce, non ha forza e non si mostra perché è troppo impegnato ad affrontare la vita di tutti i giorni con le poche forze e i pochi mezzi che ha a disposizione, ma che attende un’altra mano.
Ogni persona disabile cerca un aiuto in più, non possiamo essere assenti e non dargliela se siamo in grado di farlo, è nostro dovere di cittadini, di esseri umani che non vogliono vivere nel proprio egoismo, ma, aprirsi verso gli altri.

Giovanna Causo

Le persone disabili della Regione Puglia che vogliono far parte del costituendo Comitato “Disabili Attivi” possono inviare il loro contatto telefonico per essere inseriti nel gruppo e nella lista broadcast di whatsapp ed il loro indirizzo di posta elettronica per essere inseriti nella lista mailing al seguente indirizzo, controlebarriereavdi@gmail.com o inviando un sms al 340 50 688 73.

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