Promozione e attuazione dei principi di accessibilità e mobilità

Oggi trattiamo la SESTA delle 8 LINEE D’AZIONE del secondo PROGRAMMA d’azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, le altre tre linee sono pubblicate ai seguenti link:

  1. https://www.controlebarriere.org/2018/03/02/riconoscimento-della-condizione-di-disabilita-valutazione-multidimensionale-finalizzata-a-sostenere-il-sistema-di-accesso-a-servizi-e-benefici-e-progettazione-personalizzata/
  2. https://www.controlebarriere.org/2018/03/12/vita-indipendente-delle-persone-con-disabilita/
  3. https://www.controlebarriere.org/2018/03/20/salute-diritto-alla-vita-abilitazione-e-riabilitazione/
  4. https://www.controlebarriere.org/2018/03/23/inclusione-scolastica-e-processi-formativi/
  5. https://www.controlebarriere.org/2018/04/07/lavoro-e-occupazione/

La linea d’intervento nel Programma di azione biennale approvato con il decreto del Presidente della Repubblica del 4 ottobre 2013 era divisa in sette obiettivi che riguardavano: l’ambito di applicazione dei principi di accessibilità e mobilità presenti nella Convenzione ONU che si riferiscono alle problematiche dell’accessibilità e delle barriere architettoniche, trasporto privato, turismo accessibile e alla mobilità e altre tematiche legate alle ICT.

In merito di barriere architettoniche si deve intervenire quanto prima, la mancanza di un approccio integrato e organico alla revisione normativa ha portato a ritenere che sia indispensabile una revisione e un aggiornamento complessivo della norma vigente. Anche in ambito di mobilità la situazione è negativa:  dal personale che s’interfaccia con le persone con ridotta mobilità passando per le rampe (spesso mancanti) nei bus, treni, metro.

Per il trasporto privato, va verificata l’adozione sul territorio nazionale del CIDE, mentre l’adesione qui è stata quasi totale. In pochi hanno partecipato al Registro pubblico CUDE a causa della poca diffusione di informazioni.

L’accesso ai documenti della P.A. è un altro capitolo. Esistono pochi dati sui dipendenti disabili e questo complica anche gli eventuali interventi. Fra gli interventi il potenziamento della formazione tecnico-normativa e la stessa normativa sull’accessibilità necessita di aggiornamenti.

Il turismo accessibile riguarda in modo particolare un Paese come l’Italia che ha puntato molto sul turismo, da quel punto di vista ci sono note negative: meno del 50% delle strutture ricettive italiane ha accessi facilitati, il 30% ha ascensori adatti, solo il 24% lo comunica alla clientela, meno di cinque alberghi in Italia sono dotati di percorsi tattili e non esistono strutture accessibili ai non vedenti in autonomia.

L’ultimo obiettivo riguarda la creazione del Nomenclatore Tariffario delle Protesi, un progetto al momento in fase di stallo. Eppure i primi passi erano stati mossi con lo sviluppo della relazione tra tecnologia assistita e ambito lavorativo e altre grandi competenze in questo ambito.

Prima di elencare le opzioni di intervento, è opportuno sottolineare che il tema dell’accessibilità continua a essere poco affrontato e poco presente nell’attualità politico e istituzionale.

Serve una nuova strategia in questo ambito e un aiuto a livello governativo per ottenere obiettivi di accessibilità, tutti gli organismi, enti, istituzioni private e le associazioni di rappresentanza delle persone con disabili e gli enti che si occupano di sviluppare programmi di lavoro ad hoc per la promozione, la formazione e l’accessibilità quali il Consiglio degli Architetti o l’Istituto per l’Urbanistica. L’Italia ha anche i buoni esempi come il Comune di Milano che è stato premiato con l’European Union Access City Award 2016.

Anche la sicurezza è diventata uno dei temi importanti nel nuovo programma d’azione, così’ come l’accessibilità al Patrimonio culturale del nostro Paese. A livello europeo, inoltre manca un coordinamento che ha portato a una serie di requisiti nazionali di accessibilità completamente eterogenei.

Un altro problema di accessibilità riguarda le scuole d’Italia: gli edifici scolastici sono poco accessibili su tutto il territorio nazionale, se si prendono in considerazione segnali visivi, acustici e tattili per favorire la mobilità all’interno della scuola di alunni con disabilità sensoriali, oppure la presenza di percorsi interni ed esterni accessibili.

Inoltre esiste a livello nazionale un grave carenza di conoscenza sui principi di accessibilità e di progettazione universale, e le persone che lavorano nel settore pubblico hanno poca dimestichezza nell’accogliere i disabili, servono corsi di aggiornamento per il personale delle PA, per chi lavora nei Beni culturali, per chi lavoro nelle sicurezze e nelle emergenze, per gli operatori del servizio pubblico e per chi lavora nel turismo.

La prima azione riguarda l’accessibilità e l’abbattimento delle barriere architettoniche e senso-percettive. Serve un’azione legislativa per rivedere la norma vigente sull’accessibilità, per consentire la progettazione universale e l’attuazione dei principi della Convenzione. Serve una nuova legge delega promossa da Parlamento, Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, del lavoro e politiche sociali, regioni, ANCI e Conferenza unificata insieme a università, centri di ricerca, UNI, Ordine Architetti, esperti e le organizzazioni di categoria e del terzo settore. I costi delle azioni sono a carico delle Regioni.

La seconda azione riguarda la mobilità e i trasporti: servono interventi amministrativo-generale-operativa per garantire la piena attuazione della PRM, la Mobilità per le Persone con ridotta mobilità. Interventi di formazione per i lavoratori.

Le azioni specifiche servono a sollecitare le iniziative adeguate da parte delle amministrazioni, per far sì che il personale dia una buona assistenza e che i Sindacati pensino a figure di assistenza. Un progetto promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e da OND insieme alle organizzazioni delle persone con disabilità e dei loro familiari e altre organizzazioni del Terzo Settore, Organizzazioni sindacali. Quest’azione non prevede costi aggiuntivi.

La terza azione riguarda il Trasporto privato ed è necessaria per semplificare le procedure di rilascio della patente alle persone disabili, l’adesione al Registro Pubblico CUDE e ricostituire il Comitato tecnico che si occupa del Codice della Strada.

Promosso dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il Dipartimento della Funzione Pubblica, Ministero della salute, Regioni e ANCI insieme alle organizzazioni delle persone con disabilità e del Terzo Settore. Quest’azione non prevede costi aggiuntivi.

La quarta azione riguarda l’accessibilità ai servizi della PA: servono interventi per creare un sistema di monitoraggio, raccolta dati sui dipendenti disabili e continuare la formazione dei dipendenti normodotati. Promosso dall’AgID insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, della Salute e Dipartimento della Funzione Pubblica, ISTAT, ISFOL, INPS e le organizzazioni delle persone con disabilità e altre del Terzo Settore. Alcune azioni, come il monitoraggio e la formazione, richiedono costi aggiuntivi.

La quinta azione riguarda il turismo accessibile: è necessario adottare i provvedimenti legislativi e amministrativi redatti dal CPSTA, il Comitato per la Promozione e il Sostegno del Turismo Accessibile. Bisogna conseguire gli obiettivi indicati a livello europeo, pronto a rispondere alle esigenze di tutti: passeggini, persone con disabilità, anziani e bambini.

Otto misure da mettere in atto fra cui l’inserimento di un corso di Turismo Accessibile e Universal Design nelle facoltà di Turismo, la promozione di operatori culturali e la nascita di un Osservatorio per il Turismo Accessibile. Serve anche una forte campagna pubblicitaria e d’informazione ad hoc. Un progetto promosso dal MiBACT insieme alle Regioni, ANCI, CPSTA e le organizzazioni delle persone con disabilità e altre organizzazioni del terzo Settore. Molti degli interventi sono a costo zero.

La sesta azione è rendere accessibili i beni storico-artistico e il patrimonio culturale con un eventuale aggiornamento delle Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale approvate con un decreto del MiBACT del 2008.

Il ricchissimo Patrimonio culturale italiano deve diventare un’esperienza alla portata di tutti, accessibile, dunque, a tutti. Servono nuove linee guida che parlino di accessibilità, creare corsi universitari ad hoc. Un progetto promosso dal MiBACT insieme a regioni, esperti, atenei, Consigli nazionali degli Ingegneri e Architetti e le Organizzazioni delle persone con disabilità e altre del Terzo Settore. Gli interventi sono intesi come parte integrante della gestione del bene, non devono essere interventi sporadici per i “meno fortunati” ma un’azione specifica con finanziamenti ad hoc.

La settima azione è di monitoraggio sui principi in materia di accessibilità e mobilità, è necessario definire i lavori dell’OND insieme all’ISTAT e le associazioni di categoria per elencare una serie di indicatori per misurare l’accessibilità delle città italiane. È opportuno poi che Enti e Comuni si confrontino sulle pratiche messe in atto.

Va anche attivato un gruppo di lavoro con ANCI insieme a città metropolitane e piccole per confrontarsi sui programmi messi in atto. E promuovere anche strumenti di verifica, monitoraggio per controllare il coinvolgimento attivo dei disabili nelle diverse fasi. Un progetto promosso dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, ISTAT e OND insieme ad ANCI, Regioni, Autorità per la Regolazione dei Trasporti (A.R.T.), Università, Consiglio Nazionale Architetti, INU, Organizzazioni delle persone con disabilità e altre organizzazioni del terzo Settore. Non dovrebbero esserci costi aggiuntivi.

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